Come leggere un disegno tecnico

Il disegno tecnico è un vero e proprio linguaggio codificato, comunemente utilizzato in architettura per elaborare, mostrare e comunicare progetti di vario tipo.

Il disegno tecnico: un linguaggio codificato

Quando andiamo dall’ architetto per costruire o ristrutturare casa ci aspettiamo un bel progetto , magari formato da modellini o rendering fotorealistici di facile comprensione per un profano.

Ma non avviene sempre questo, perché molto spesso il nostro tecnico ci sottoporrà il vero e proprio progetto formato da disegni di vario tipo che, per chi non ha una certa dimestichezza, possono comportare alcuni problemi di lettura.

Il disegno tecnico è un linguaggio codificato

Tuttavia, questi disegni sono fondamentali per comunicare alle altre persone coinvolte, cioè le maestranze, i tecnici del Comune, i fornitori e gli eventuali specialisti come lo strutturista o il progettista degli impianti. Il disegno tecnico è infatti un vero e proprio linguaggio, con regole, simboli e procedure perfettamente codificate e standardizzate: in questo modo un disegno risulta comprensibile a tutti anche se non si parla la stessa lingua.
Disegno tecnico: rappresentazioni e simbologie

Per prima cosa, si deve considerare che i disegni tecnici non sono tutti uguali: cambiano infatti la scala e soprattutto le finalità della rappresentazione.

Le tipologie di disegni e progetti più ricorrenti sono infatti:

– le soluzioni progettuali preliminari talvolta costituite da semplici schizzi, tra cui scegliere quella definitiva o concordare le eventuali modifiche col progettista;
– la soluzione progettuale definitiva;
– le tavole grafiche della pratica edilizia, comprendente lo stato legittimo, il progetto e la tavola degli interventi.

Tavola degli interventi

É questo un tipo particolare di rappresentazione, detta rosso e giallo dagli addetti ai lavori: gli elementi da demolire, come muri, porte, finestre o arredi fissi vengono infatti camipiti uniformemente di giallo, mentre le parti di nuova costruzione in rosso.
In questo modo risulta quindi molto semplice valutare a colpo d’occhio l’entità dei lavori, soprattutto in fase di contabilizzazione, organizzazione del cantiere e ordinazione del materiale.

Molto importanti sono inoltre i particolari costruttivi, utili a maestranze e fornitori per eseguire correttamente elementi tecnici o decorazioni di piccole dimensioni.

Ma i disegni tecnici differiscono anche per il metodo di rappresentazione, cioè per le regole grafiche e geometriche con cui viene riprodotto l’oggetto.

Pianta architettonica in scala 1:50

I disegni più comune sono le piante, che mostrano la forma e la distribuzione interna di un piano o livello di un edificio. I muri appaiono infatti tagliati da un piano di proiezione orizzontale parallelo al pavimento. Inoltre, gli elementi del disegno non subiscono alcuna distorsione prospettica e sono riportati con le proprie dimensioni reali, ovviamente rimpicciolite in base alla scala di rappresentazione. Le scale più ricorrenti per un progetto architettonico sono 1:50, 1:100 o 1:200 in base alle dimensioni dell’edificio e al livello di dettaglio necessario.

Anche le sezioni sono concettualmente molto simili alle piante, ma in questo caso il piano di proiezione è verticale. Così è possibile mostrare uno spaccato dell’interno dell’edificio, che risulta quindi tagliato da cielo a terra.

Esempio di assonometria isometrica

I prospetti, simili alle sezioni, rappresentano invece le facciate secondo le regole delle proiezioni, perché il piano di rappresentazione non interseca le strutture dell’edificio ma rimane esterno a esso. Anche in questo caso non si ha quindi alcuna deformazione e tuttavia il prospetto non è una rappresentazione fedele alla realtà, in quanto la visione dell’occhio umano è sempre in prospettiva.

Le rappresentazioni tridimensionali (assonometrie e prospettive) vengono infine utilizzate soprattutto per la rappresentazione di interni, ad esempio i progetti di arredamento o interior design, o per mostrare la volumetria di intere lottizzazioni oppure di edifici particolarmente complessi.

Esistono vari tipi di assonometria: cavaliera, isometrica, dimetrica, trimetrica.
Tutte consentono di rappresentare contemporaneamente tre facce di un oggetto, nel caso di un edificio, ad esempio, due facciate e la copertura.

Schizzi di edifici in prospettiva.

La prospettiva cerca infine di riprodurre la visione umana di un oggetto o un paesaggio.

La differenza fondamentale tra questi metodi consiste nel fatto che nell’assonometria le linee parallele dell’oggetto rappresentato restano tali, mentre nella prospettiva tendono a convergere verso uno o due punti precisi detti punti di fuga.
Leggere un disegno tecnico

Ma una volta riconosciute le viste e le principali simbologie, come si legge un disegno tecnico?

Le assonometrie, le prospettive e i prospetti generalmente pongono pochi problemi, perchè l’edificio, seppur deformato dalle regole della rappresentazione geometrica, è abbastanza riconoscibile. Lo stesso non si può dire invece per le piante e le sezioni, assai più concettuali.

Pianta architettonica con quote, superfici e altezza delle stanze.

La prima cosa da riconoscere sono ovviamente i contorni fisici dell’edificio, cioè lo spessore dei muri tagliati dal piano della rappresentazione: nel caso di un disegno architettonico standard, cioè in pratica il progetto contenuto sulle tavole depositate in Comune, questi sono facilmente riconoscibili perché delineati da una linea continua molto spessa (di solito 0,4-0,5 mm) e campiti con un retino di fitte linee parallele con inclinazione di 45°.

Le linee sottili continue (0,2 mm) indicano invece gli elementi in vista, cioè non tagliati dal piano della rappresentazione: nella pianta del primo piano, ad esempio, la rampa di scale o in una sezione verticale porte, finestre e decorazioni in secondo piano.

Le linee ancora più sottili (0,1 mm) sono infine riservate agli elementi di arredo o ai retini delle campiture, mentre nelle piante le linee tratteggiate simboleggiano gli elementi proiettati, cioè posti al di sopra del piano di sezione: i casi più tipici riguardano le travi a vista di un solaio in legno o il profilo di una volta.

Esempio di progetto finalizzato all’arredo di interni.

Una spessa linea di tratti e punti alternati (0,35 mm), con due frecce e due lettere alle estremità evidenzia il percorso e il verso della sezione, cioè in pratica quello che si vede in ciascuna sezione.

In una pianta, il disegno è inoltre pieno di scritte, numeri e simboli che possono complicare ulteriormente la lettura: sulle tavole per il Comune in ciascuna stanza va infatti indicata la superficie calpestabile, l’altezza e la destinazione d’uso (ad esempio cucina, soggiorno, camera, garage, eccetera).

Vengono inoltre indicati:

– le quote lineari, cioè in pratica la lunghezza di ciascun lato della stanza o di distanze particolari. Questi elementi sono riconoscibili perché costituiti da una linea sottile con due trattini inclinati o due frecce alle estremità, e un numero sopra alla linea che indica la misura della distanza, generalmente in metri o centimetri;

– le dimensioni di porte e finestre, indicate da due numeri (in metri o centimetri) separati da una sottile lineetta e relativi rispettivamente ad altezza e larghezza dell’apertura;

– la quota di calpestio, cioè l’altezza del pavimento del vano in relazione alla quota 0, normalmente corrispondente al pavimento del piano terra o della strada, è indicata da un numero con un + o – posto accanto a un circoletto o triangolino mezzo bianco e mezzo nero.
Altri simboli visibili nei disegni comprendono:

– l’indicazione del nord, quasi sempre costituita da una freccia con una N o da una vera e propria rosa dei venti;

– un quadrato con le due diagonali per gli ascensori i montacarichi;

– una linea continua con una freccia a un’estremità per il verso di salita delle scale;

– una freccia per l’ingresso di un edificio o un’unità immobiliare;

– un quadratino diviso a metà lungo una diagonale e campito uniformemente di nero per le canne fumarie o le canne di esalazione;

– i retini dei materiali (ad esempio pietra, piastrelle, cemento armato, terreno, lamiera, eccetera): sono molto numerosi ma facilmente comprensibili con l’aiuto di una legenda talvolta visibile sulla tavola o facilmente scaricabile su internet.

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