Pulizia dei quadri: come procedere e cosa evitare

Suggerimenti per eliminare la polvere da un dipinto su tela privo di vetro protettivo e per rimuovere la vernice rovinata e ripristinarla con prodotti adeguati.

Cosa si intende per pulitura di un dipinto?

Chi di noi non ha un dipinto in casa? Che sia antico o moderno, un dipinto come tutti gli altri oggetti e complementi d’arredo tende a impolverarsi nel tempo, ma a differenza di una orologio o una scrivania, la sua manutenzione richiede qualche accorgimento in più, soprattutto se ci troviamo di fronte a un’opera antica o di particolare pregio.

 

Allora, come si puliscono i dipinti? In realtà più che di pulizia bisognerebbe parlare di manutenzione ordinaria. Molti dipinti, soprattutto quelli realizzati con la tecnica a olio, vengono posizionati alle pareti privi di vetro protettivo risultanto sicuramente più belli a colpo d’occhio perché il vetro crea riflessi in superficie che disturbano la fruizione dell’opera.
E tuttavia, i quadri senza protezione sono di certo più esposti al depositarsi della polvere o di altro tipo di sporco e di conseguenza a fenomeni di degrado.
Pulizia dei dipinti: cosa non fare

È probabile che abbiate già sentito parlare di stravaganti tecniche di manutenzione dei quadri che hanno fatto il giro del web; alcuni di questi rimedi della nonna prevedono l’impiego di patate crude, latte o cipolle. Cominciamo col dire a bruciapelo che questo tipo di procedure è assolutamente inadeguato perché potrebbe causare il depositarsi di residui difficilmente asportabili dalla superficie pittorica.

Esiste anche una tecnica di manutenzione che prevede la stesura a pennello di un sottilissimo strato di saliva sulla tela. Quest’ultimo metodo, seppur apparentemente meno ortodosso, ha in realtà alcuni fondamenti scientifici ed è stato promosso anche da alcuni restauratori, come ad esempio Helmut Ruhemann e Paul Frederick.

Pulizia dei quadri: si posso pulire con uno straccio solo se protetti dal vetro
Ci sono poi altre tecniche di manutenzione dei quadri decisamente più accettabili sotto il profilo igienico. Tuttavia, è bene specificare cosa intendiamo per pulizia di un quadro.

Da un lato esiste una pulizia che riguarda l’asportazione di materiali depositati che provengono dall’esterno, come il pulviscolo atmosferico, che col tempo può innescare fenomeni chimici e danneggiare il quadro. Un altro tipo di pulitura consiste invece nel rimuovere materiali che facevano parte originariamente della superficie del dipinto e che rovinandosi vanno sostituiti per evitare che il processo di degrado intacchi tutto l’oggetto.

In quest’ultimo caso ci si addentra in un campo che richiede professionalità, conoscenze e strumentazioni adeguate: infatti, asportazione della vernice invecchiata implica l’utilizzo di mezzi chimici e meccanici, scelti da un restauratore competente sulla base della superficie da trattare, impiegati seguendo alcuni criteri, quali la morfologia della superficie pittorica e le linee del disegno. Ma soprattutto, un restauratore sa bene quando lo sporco in superficie è una vecchia vernice ossidata e quando invece si tratta della patina, ovvero lo strato di invecchiamento superficiale del colore, che non va assolutamente eliminata, specie in un dipinto di valore!
Spolverare i quadri con un’azione efficace e delicata

La prima operazione di manutenzione da eseguire con cadenza regolare è l’eliminazione della polvere, che rientra nella prima tipologia di pulitura a cui abbiamo accennato.

Per quanto riguarda la cornice è sufficiente utilizzare un panno, mentre per la tela la tecnica più appropriata è passare delicatamente un pennello morbido, pulito, dalla punta piatta.
I restauratori adoperano i pennelli in pelo di bue ma considerando il loro elevato costo, l’alternativa in pelo sistetico va ugualmente bene, purché si scelga un pelo molto morbido al tatto. Dunque, lasciamo da parte le pennellesse del ferramenta e dirigiamoci in un reparto per belle arti.

Pulizia dei quadri: scegliere il pennello giusto per la spolveratura
Si procede tenendo il quadro in verticale cominciando dall’alto della tela e spostandosi pian piano verso il basso. Una volta terminata la prima passata, si ruota il quadro di 90° e si ripete l’operazione, sempre partendo dall’alto.

Questa procedura è da replicare in tutti i sensi fino a quando la polvere depositata non risulti completamente rimossa. Se necessario, potete anche lavare il pennello tra una passata e l’altra, avendo premura di farlo asciugare molto bene prima di riprendere nuovamente l’operazione di spolveratura.
Rimuovere la verniciatura rovinata dei quadri

La maggior parte dei quadri, indipendentemente dalla presenza o meno del vetro protettivo presenta uno strato di vernice. Questa finitura superficiale, applicata sullo strato pittorico, ha una duplice funzione: la prima è di carattere estetico ed è volta a uniformare i colori che dipinto ultimato presentano spesso aree più brillanti rispetto ad altre, dovute al loro differente indice di rifrazione; la seconda funzione è di carattere protettivo perché la vernice impedisce agli agenti atmosferici di intaccare i colori o che la tela sia graffiata da una lieve azione meccanica.

Inoltre, la vernice agevola la pulizia del quadro, permettendo di eliminare facilmente la polvere con un pennello asciutto, come sopra descritto.

Craquelure sulla superficie di un dipinto (particolare)
Una caratteristica che accomuna molte vernici protettive e in generale uno dei principi fondamentali del restauro è la removibilità. Infatti, le vernici tendono a deteriorarsi con gli anni, ovvero a ossidarsi, dunque ad assumere una colorazione tendente al giallognolo e talvolta a presentare delle screpolature, meglio note agli addetti ai lavori come craquelure.
Quando ciò accade è bene che la vernice venga sostituita da un nuovo strato protettivo.

Fino a quando la vernice protettiva resta integra, seppur subendo un lieve viraggio di colore verso il giallo, a bene lasciarla stare al suo posto, poiché per un dipinto l’asportazione della vernice superficiale è sempre un’operazione traumatica.
Se invece, oltre a un decisivo ingiallimento, inizia anche a presentare dei distacchi, allora è bene valutare l’ipotesi di agire con l’asportazione e la sua sostituzione con un nuovo strato.

Ricadiamo quindi nella seconda tipologia di pulitura di un quadro, ossia quella che coinvolge l’intervento su una parte originaria. Se il quadro in questione è antico o di particolare pregio, è sempre necessario rivolgersi a un restauratore. Se invece si tratta di un pezzo senza particolare pregio, possiamo valutare il fai da te , ovviamente con tutte le attenzioni del caso e tenendo presene che è meglio non toccare da inesperti dipinti non eseguiti con la tecnica a olio oppure olii che hanno pochi anni di vita.

Con l’asportazione della vernice sarà rimossa anche la sporcizia depositata sul quadro nel corso del tempo, come nicotina, i prodotti dell’inquinamento atmosferico, residui provenienti da insetti e materie grasse.
Prodotti per eliminare la verniciatura dai quadri
La rimozione della verniciatura va eseguita con sostanze apposite. Anche se esistono vari prodotti nei negozi di bricolage , si consiglia sempre e soltanto l’impiego di prodotti specifici per il restauro, più costosi ma più affidabili.

Si ricorda nuovamente di non tentare la pulitura di un dipinto in fai da te se parliamo di opere antiche e/o di pregio perché l’operazione è molto delicata e richiede esperienza.

L’asportazione della vernice del quadro va fatta posizionando l’oggetto in orizzontale e applicando un solvente (i più diffusi sono Cellosolve, Acido Acetico, Butilammina, Dimetilformammide) che va steso con un pennello sottile, in piccole quantità, tamponando gli eccessi con un batuffolo di cotone. Talvolta, anziché usare il solvente puro, lo si diluisce in una sostanza chiamata tra i restauratori pappina, ossia una cera biancastra che permette ai meno esperti di misurare meglio il tempo di azione del solvente e la sua penetrazione nel dipinto.

Il solvente applicato va lasciato asciugare e poi si asporta delicatamente tutta la crosta formata, ovvero un impasto di verniciatura e sporco. Si può effettuare l’asportazione anche con una spugna naturale imbevuta di acqua tiepida e successivamente strizzata.

Prima di procedere all’operazione solitamente si effettua un campione di prova, un piccolo quadratino che i restauratori delimitano con del gesso per stabilire quanto andare a fondo nella pulitura senza rischiare di portarsi dietro anche la preziosa patina.

L’asportazione della vernice potrebbe non avvenire in maniera completamente uniforme ed è per questo che si consiglia di seguire, per quanto possibile, le linee del disegno.
I solventi sono stesso sostanze aggressive per l’uomo ed è bene ,durante l’operazione, indossare una maschera di protezione adatta, dunque non unasemplice mascherina antipolvere ma una protezione da solventi.
Ripristinare la protezione di un quadro

Terminata l’asportazione della vecchia vernice si procede, infine, con la stesura di un nuovo strato protettivo.

Le vernici più usate, in base al tipo di solvente impiegato possono essere classificate in tre categorie:

– vernici all’acqua;
– vernici al alcol;
– vernici agli oli essenziali.

Le vernici all’acqua utilizzano come solvente appunto l’acqua. Sono utilizzate nel restauro come vernici da ritocco pittorico oppure come vernice provvisoria su un dipinto a olio che ha meno di sei mesi di vita e in quanto tale non può essere verniciato differentemente senza incorrere nel rischio di sciogliere parte del colore. Un tipico esempio è la vernice a base di gomma arabica.

Le vernici ad alcol usato questo come mezzo solvente e sono utilizzate per proteggere dipinti a tempera

Le vernici agli oli essenziali adoperano l’essenza di trementina come solvente e sono quelle maggiormente utilizzate per verniciare dipinti a olio asciutti, dunque quando sono passati almeno sei mesi dalla loro realizzazione. Le vernici più diffuse sono quelle a base di resina naturale sciolta in trementina: mastice, copale, d’ambra e damar.

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Si può preparare la soluzione in fai da te, rispettando le dovute proporzioni tra solvente e soluto, oppure acquistare un prodotto già pronto all’uso, reperibile in un qualsiasi punto vendita per belle arti. La gomma damar, per fare un esempio, è una resina proveniente dalle isole della Sonda (Borneo, Sumatra) che si può acquistare in granuli da diluire in essenza di trementina o anche in white spirit, o direttamente in soluzione. Alcuni prodotti sono in ventida anche online su Amazon.

La gomma damar, così come altri tipi di vernice va stesa in superficie con un pennello piatto a setole morbide, evitando di accumulare molto prodotto sul pennello, passando la vernice prima con pennellate in direzione orizzontale e poi in verticale. è bene effettuare quest’operazione in un luogo ben areato. L’asciugatura completa durerà all’incirca una settimana.

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